“dentrolamusica”

DENTROLAMUSICA

DENTROLAMUSICA è un ciclo di conferenze nato dal desiderio di incontrare un pubblico di appassionati di musica per condurlo, attraverso la costruzione di un ascolto sorvegliato e guidato, verso la una consapevolezza sempre maggiore della ricchezza di idee di cui la musica è portatrice.
Senza indulgere ai compromessi e alle banalizzazioni che la divulgazione sembrerebbe implicare, ma avendo invece ben chiaro nella testa il modello di divulgazione attuato nei paesi anglosassoni per quanto riguarda discipline ardue come la Fisica, l’Astronomia o la Matematica, ho cercato di individuare dei percorsi di ascolto molto particolari, in grado di avvicinare un ascoltatore non musicista, fornito solo della propria cultura e curiosità, alle problematiche più affascinanti che stanno dietro alle scelte compiute dai compositori.   Tenendo sempre contemporaneamente presente tutta la storia della musica, dal Gregoriano alla Contemporanea, allargata al Jazz e ad alcune incursioni nella musica di altre culture (africana, indiana, giapponese), ho provato a tessere fili di continuità, di affinità, di risonanza a dispetto delle tante evidenti differenze che tutte queste musiche esibiscono, unificate innanzitutto dal fatto di rivolgersi all’orecchio dell’uomo.    Abbandonato il linguaggio tecnico (ma non le idee più pregnanti) dell’analisi musicale, ho provato a parlare di musica parlando –anche– d’altro: Pittura, Architettura, Letteratura, Cinema, Psicologia, Matematica, partendo dalle tante metafore di cui si nutre la musica e tentando di aprire  quella fitta rete  di analogie che va a costituire il mondo dei significati.       Aprendo la mente attraverso questo ascolto scopriamo che il piacere stesso dell’ascolto aumenta considerevolmente, e la capacità di meravigliarsi si trova alla radice dell’emozione estetica  più profonda.

1.   Il potere del ritmo: tra numero e corpo, quantità e qualità, dall’Africa a Beethoven.
2.   Il potere del ritmo: tra ordine e caos, da Beethoven a Stravinskij a Lenny Tristano.
3.   Come nasce, si evolve e “degenera” una melodia.
4.   L’ornamento e il suo significato, tra architettura e retorica, da Bach a Debussy.
5.   La musica è un linguaggio? Intellegibile ma intraducibile.
6.   Il suono e la parola. Testo e pretesto.
7.   Metamorfosi della vocalità: parlare, recitare, cantare, dai Pigmei a Caty Barberian.
8.   Consonanza/Dissonanza dal Gregoriano a Gesualdo, a Wagner, a Ligeti.
9.    La fine dell’universo tonale: dall’espansione degenerante alle vie di fuga    novecentesche.
10.  Qualità del suono: la dinamica, tra tecnica, espressività e metafora.
11.  Il pianoforte paradossale.
12.  Qualità del suono: il timbro, trascrizioni, orchestrazioni, da Bach a Berio, al Jazz.
13.  Qualità del suono: il timbro, oltre i confini ordinari: alchimie e metamorfosi.
14.  La forma musicale: Ripetere/variare, somigliare/contrastare.
15.  La forma musicale: aprire/chiudere, circondare, fuggire.
16.  Immersione dentro un pezzo.
17.  “Bello questo pezzo. Cosa significa?”
18.  Tra mondo esteriore e mondo interiore: avere senso senza significare.

I primi cicli risalgono alla fine degli anni Novanta presso l’associazione “Settimo Suono” di Milano, interrotti e poi ripresi, prima con l’I.S.U. dell’Università degli Studi nel 2003, quindi con il Comune di Milano, Zona Uno (2004 e 2005), il Comune di Desio e quello di Rozzano.

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