Trascolora

Trascolora, per flauto, clarinetto (cl. basso), violino, violoncello, pianoforte, percussioni
concerto del 1 dicembre 2018, XXIV Festival “Sulle Ali del ‘900”, San Carlino, Brescia,
dèdalo ensemble, (Daniela Cima flauto, Nicola Zuccalà clarinetti, Giacomo Invernizzi violino, Matteo Zurletti violoncello, Elena Pasotti pianoforte, Olmo Chittò percussioni, Vittorio Parisi direzione)
https://soundcloud.com/sergio-lanza-190422361/trascolora
presentazione

Trascolora non è un pezzo che “sperimenta” nuovi suoni-rumori o peggio “effetti”. E’ un pezzo che recupera e interpreta, arricchendola delle mie esperienze più recenti sui campi armonici e sugli stati caotici, una delle mie corde più antiche (da “…imagine vocis…” del 1988): il gusto materico-timbrico per il suono che si trasforma, in particolare la transizione dal fruscìo o soffio al suono e viceversa. Fruscìi e soffi, che ricavo dagli strumenti in vari modi, sono per me suoni della natura, vento tra gli alberi, foglie in autunno, onde e risacca del mare: inconsciamente ho come rielaborato un haiku di Ikenishi Gonsui che mi
accompagna da anni:
c’è una meta
per il vento dell’inverno:
il rumore del mare.
L’ho intitolato trascolora ma poteva essere la mia ennesima “Ricerca di mutamento (I, II, III, …)”. Transizioni e bruschi mutamenti, la vita che va, trasforma, travolge e noi che a volte anticipiamo-desideriamo il mutamento, mentre altre lo rincorriamo-subiamo: è il nostro rapporto col tempo –o per lo meno il mio– mai centrato, mai puntuale, sempre un poco sfocato. Io cerco da sempre di esprimere con la musica queste tensioni.

Trascolora is not a piece that “experiences” new sounds-noises or “effects”. It is a piece that retrieves and interprets, with the enrichment of my most recent experiences on harmonic fields and chaotic states, one of my oldest poetical core (from “… imagine vocis …” of 1988). A sensual and timbrical taste for the transformation of the sound, in particular the transition from rustling or blowing to plain sound and vice versa and all the harmonic transformations that occur in a changing space open to microtones and to the indeterminate sounds of percussions and piano strings. These noises and altered sounds, which I get from the instruments in various ways, are to me sounds of the Nature: the wind that blows hard through the trees, leaves dragged away, waves and sea undertow heard from afar. Unconsciously I have reworked a haiku by Ikenishi Gonsui that has long been accompanying my inspiration:
there is a goal
for the winter wind
the sound of the sea.
I titled this piece Trascolora, which means a changing color. But this can happen through gradual transitions or abrupt changes: Life that flows, transforms, overwhelms our lives and we sometimes anticipate-desire the change, while others we chase or undergo it. It is our relation with time – or at least mine – never centered, never on time, always a little blurry. I have always tried to express these tensions with music.

© sergiolanza 2018